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IS Lorenzo Lotto

Istituto Tecnico Economico e Tecnologico per Geometri
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Socio-Sanitari

Il giorno 7 febbraio ’18 diverse classi hanno partecipato all’incontro con Michela Giavarini, autrice di alcuni libri dedicati alla tematica della violenza sulle donne.

Il primo libro scritto, intitolato Ruvide carezze, fu scritto con l’aiuto di Luca Santinelli, un farmacista di Padova. I due autori si contattarono per la prima volta su Facebook.

Iniziò uno scambio epistolare virtuale che continua tutt’oggi, perché al di là della poesia è nata un’amicizia vera e sincera, fatta di supporto reciproco e di ascolto.

L’idea di scrivere un libro che parlasse di verità e di un argomento così devastante e purtroppo molto attuale, nasce dall’esigenza di voler aiutare Michela a liberarsi di un macigno di parole mai dette, di alleggerire il suo percorso, di comunicare al mondo intero che attraverso la fede, la volontà e l’aiuto delle istituzioni, le donne non devono aver paura di denunciare la violenza.

Il libro tratta di alcune epistole tra i due personaggi immaginari Raphael e Judith nelle quali vengono narrate le varie vicende inerenti alla situazione passata da Michela.

Ruvide Carezze segna un passaggio fondamentale nella produzione artistica: apre al mondo, comunica con disarmante fluidità la denuncia alla violenza.

La poesia diviene quindi uno strumento di educazione sociale e un mezzo di supporto per le donne che subiscono lo stesso trattamento.

Il secondo libro “Sospiri”, fu scritto invece con Francesco Lorini, anch’esso conosciuto su Facebook.

Il libro contiene una serie di poesie e pensieri: “I due autori hanno scalato le stelle, hanno con fili di lacrime tessuto un aquilone, hanno ridato vita al proprio giardino interiore e lo donano al prossimo, lo affidano ai bambini, al futuro roseo dei loro pensieri sgombri di angosce. Insieme hanno sfiorato l’aurora!”

L’autrice, di cui finora abbiamo parlato, è una donna molto forte che, per 17 anni, ha resistito alle violenze subite dal marito che lei stessa non ritiene degna di nessun sentimento.

Questa donna ha avuto coraggio ed è riuscita a denunciare ciò che le stava accadendo.

Michela, durante il suo intervento, ha sottolineato diverse volte l’importanza del numero 15-22, rivolto all’associazione Aiuto Donne.

Per l’appunto, Michela è una donna molto forte che, per 17 anni, ha resistito alle violenze subite dal marito che lei stessa non ritiene degna di nessun sentimento.

Questa donna ha avuto coraggio ed è riuscita a denunciare ciò che le stava accadendo.

Gli studenti della classe 3Z


Mercoledì 7 febbraio 2018 la nostra classe 3I, insieme ad altre classi terze dell’istituto Lotto, ha assistito alla testimonianza di Michela Giavarini, una signora che ha subito violenza da parte del marito per 17 anni.

Inizialmente ci ha mostrato i libri che lei ha scritto, in forma di “poesie dialogate” contenenti emozioni scaturite dal suo passato ma anche dal suo presente.

La violenza nei suoi confronti ebbe inizio qualche mese dopo il suo matrimonio con l’uomo che lei credeva diverso (il suo “principe azzurro”). Tutto cominciò quando lei rimase incinta della sua prima figlia e il marito, non considerando i bisogni che sarebbero sorti con la nascita, preferì mettere in primo piano le sue esigenze spendendo tutti i loro guadagni . Di fronte ai primi rifiuti della moglie l’uomo iniziò  a reagire con violenza utilizzando pistole ad aria compressa,coltelli ,lanciandole addosso il latte (se era troppo caldo o i pasti se lui non li gradiva) e colpendola in qualsiasi parte del corpo con calci e pugni. L’unico momento di “tregua” si realizzò quando Michela rimase incinta del secondo figlio, un maschio, il favorito del papà, e perciò la madre non fu toccata.

Noi sentendo queste parole siamo rimasti colpiti e scioccati, ma anche coinvolti, poiché le parole di Michela ci hanno fatto capire che tutto comincia con situazioni che noi,anche nella nostra quotidianità,diamo per scontate ma se non cominciamo a considerarli come dei segnali potrebbero portare anche a conseguenze fatali.

Inoltre ci ha messo a conoscenza del 1522, un numero che accoglie le chiamate delle persone vittime di violenza e cerca di aiutarle e sostenerle in questi casi drammatici.

Fortunatamente Michela, dopo 17 anni, è riuscita a trovare il coraggio di rivolgersi a questo numero, ricevendo così sostegno e protezione da parte delle forze dell’ordine che allontanarono immediatamente l’uomo dalla famiglia.

Noi pensiamo che tutte le donne, vittime di violenza, debbano avere il coraggio che ha avuto lei ma anche il sostegno di chi sta intorno, familiari e amici, che purtoppo spesso non si accorgono di nulla o preferiscono fingere di non accorgersi dei lividi e delle ferite “sospette”.

Oggi Michela è una donna libera, vive con i figli tranquillamente nel paese in cui hanno sempre vissuto, superando ogni giorno i pregiudizi e le chiacchiere della gente,scrive e non si fa abbattere da ciò che ha subito; sta cercando di ricrearsi una nuova vita lasciandosi il passato alle spalle.

Il marito è in libertà vigilata, si è risposato e, quando i figli lo desiderano, li incontra; Michela non riesce ad odiarlo, ma neppure a perdonargli tutto il male che le ha fatto.

Michela ci ha voluto lasciare un messaggio di speranza, che anche dalle situazioni più brutte si può venire fuori con coraggio e forza di volontà ma anche, e soprattutto, con il sostegno di chi ci sta intorno.

Infine Michela ha voluto donare alla biblioteca del nostro Istituto i 2 libri che ha scritto a 4 mani con 2 scrittori, perché leggendo le sue parole altre donne trovino la forza e il coraggio di uscire da dolorose spirali di violenza familiare.

La classe 3I IPSSS (De Pompeis, Domi, Cretti, Presti)